Polpo

Curiosità sul polipo, creatura marina misteriosa e affascinante!

 

L’avvento di internet ha sicuramente cambiato qualcosa nella coscienza degli esseri umani: avere la conoscenza a portata di mano ha reso possibile la creazione di un nuovo tipo di morale e di “giustizia” dei valori.

Questo è sicuramente vero anche in relazione agli animali.

Video, filmati, schede di appassionati, foto ed articoli delle più svariate testate, nonchè le esperienze vissute in prima persona e testimoniate attraverso i social, hanno reso possibile un’interazione diversa con questi nostri “coabitanti” del pianeta Terra.

E sebbene ci siano molte persone che, proprio in base a questo, hanno fatto poi scelte alimentari diverse, c’è sicuramente chi ha imparato a rispettare, a prescindere dalla propria dieta, gli animali, proprio grazie alla conoscenza.

Tra gli invertebrati, il polpo è sicuramente l’animale più intelligente. Possiede moltissimi neuroni (6 volte quelli del topo), il sistema nervoso più sviluppato della famiglia e persino un genoma più ampio di quello umano, con geni codificanti in quantità superiore.

La maggior parte dei neuroni sono collegati direttamente ai tentacoli (identificabili come 2 “zampe” e 6 “braccia”,  poiché con quasi tutti è capace di manipolare oggetti ma soltanto con due di essi pare si dedichi esclusivamente al movimento): se uno di essi viene reciso “conserva” la capacità cognitiva di riconoscere il corpo come “parte di sé”.

I loro occhi consentono una vista similare alla nostra e possono scegliere di articolare le “braccia” destre o sinistre. Sono stati condotti numerosissimi studi sulle capacità cognitive di questi animali, i cui risultati hanno spesso lasciato sbalorditi.

I polpi, infatti, sono capaci di apprendere da altri già addestrati, con una qualità di “apprendimento per associazione” che era stata osservata solo in alcuni mammiferi; sono capaci di riconoscere palline colorate, di aprire barattoli chiusi per scovare prede all’interno, sono persino abili nel giocare al “cubo di Rubik” come Mavis, la piovra gigante del pacifico tenuta in una vasca di un centro di ricerca marina del Weymouth Sea Life Centre in UK.

Questi particolarissimi animali hanno tre cuori, una bocca con un becco duro, utile per nutrirsi di crostacei e frutti di mare, e un sistema di difesa potente generato dalla presenza del famigerato inchiostro che, pare, sia capace non soltanto di confondere i predatori ma anche di danneggiarli (con irritazioni, difficoltà visive e inibizione del gusto e dell’olfatto). Sono capaci di mimetizzarsi e, attraverso il cambiamento dei colori, di comunicare tra loro, nonchè di scappare dai moli o dalle barche dopo essere stati catturati dai pescatori.

Sono animali degni di un gran senso di rispetto perché più li si studia e più riescono a rivelarci moltissimi segreti.

Purtroppo le aspettative di vita sono brevi: un anno e mezzo massimo per le specie comuni e cinque o sei anni per le piovre giganti.

I tentacoli possono arrivare a un metro di lunghezza e i maschi sono in genere più grossi delle femmine.

polpo in un guscio

I polpi, timidi e misteriosi, amano anche nascondersi nei gusci dei molluschi, sfuggendo ai predatori spesso addirittura muovendosi all’interno di essi, usandoli quasi come “autoveicoli”.

Si è scoperto che l’accoppiamento (che avviene con il rilascio di “pacchetti” di sperma che raggiungeranno poi, attraverso un “braccio modificato”, la cavità ad hoc della femmina per la copula), in genere, coincide con la morte di entrambi i genitori. I maschi muoiono dopo poco, vagando qui e là senza una precisa meta, mentre le femmine smettono di nutrirsi per tutta la durata (anche bimestrale) di tempo per la schiusa, diminuendo gran parte del loro peso e morendo subito dopo aver adempiuto al compito di “guardiane” delle uova.

La piovra Mavis, comunque, per gli interessati, non subisce nessun tipo di maltrattamento: si tratta solo di cattività a scopo osservativo. Potrà sembrare crudele ma in realtà animali nati e/o cresciuti in cattività avrebbero problemi a tornare in natura, poichè diventano dipendenti dalle cure dell’uomo e incapaci di provvedere a se stessi o di difendersi dai pericoli costituiti, ad esempio, da predatori o dalle insidie che la libertà impone. Tra l’altro molte specie in pericolo di estinzione sono state salvate proprio grazie alla cattività e agli accoppiamenti controllati e “curati” dall’uomo, per cui è sempre bene vedere le cose sotto la giusta prospettiva e nella propria specificità.

I polpi sono creature antichissime, il più antico fossile conosciuto, un esemplare del genere Pohlsepia, ha 296 milioni di anni e, mentre sulla Terra si diffondevano rettili antecedenti ai dinosauri, i suoi antenati erano già molto simili ai polpi odierni. Visse e nuotò nel periodo Carbonifero.

Una curiosità: i polpi hanno sangue blu perchè possiedono una proteina in grado di trasportare ossigeno in tutto il corpo (che “ossida” a contatto con l’aria).

In Giappone questi animali sono un alimento molto richiesto, tanto da assottigliarne la presenza nei mari, che ne sono sempre più privi, esattamente come sta accadendo in Africa.

L’avidità umana, purtroppo, la si “paga” sempre in molti campi.

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